Curva glicemica in gravidanza: a cosa serve?

curva glicemica in gravidanza

Ogni futura mamma, quando si informa degli esami e accorgimenti medici a cui deve fare attenzione in gravidanza, sente parlare di curva glicemica.
Si tratta di una misurazione della glicemia? Come funziona? A cosa ti serve?
Continua a leggere e scopri tutto sulla curva glicemica in gravidanza.

Che cos’è

La curva glicemica oppure la curva da carico orale di glucosio, conosciuta anche come OGTT, serve a diagnosticare il diabete mellito e il diabete gestazionale.
La glicemia in generale fa parte di quei valori che vengono monitorati nel corso del primo trimestre di gravidanza.
Superata questa fase, tuttavia, serve un ulteriore esame visto che la patologia in Italia è diffusa tra il 15 e il 20% delle donne in dolce attesa.
Questo esame consente di riscontrare eventuali alterazioni del metabolismo dei carboidrati.

Come si svolge

La curva glicemica funziona in modo semplice. Ti faranno, come prima cosa, un prelievo di sangue a digiuno e, successivamente all’assunzione di una soluzione glucosata orale, un prelievo dopo un’ora e un altro dopo due ore.

Quando va fatto l’esame?

Non tutte le donne devono fare l’esame della curva glicemica. Il tuo ginecologo solitamente lo prescrive alle 16esima o 18esima settimana in presenza di alcuni fattori di rischio.
I principali sono il sovrappeso, con l’indice di massa corporea o BMI superiore a 30, e il diabete gestazionale in una gravidanza precedente. Nel di diabete gestazionale, il rischio si ritiene più alto se è stata necessaria una terapia di insulina.

La prima curva glicemica che viene somministrata è pari a 75 g. Se i risultati si presentano normali, comunque, per maggiore cautela e sicurezza il medico poi prescriverà un’ulteriore curva da 75 g nella 28esima settimana.
In alcuni casi, quando i fattori di rischio sono considerati, sfumati si richiede di effettuare la curva glicemica in presenza di alcune condizioni.

Nello specifico va fatto quando:
• la donna ha 35 anni o un’età superiore;
• ha una BMI maggiore di 25;
• ha una familiarità con il diabete;
• ha avuto diabete gestazionale in una gravidanza passata ma non ha avuto il bisogno di una terapia di insulina;
• proviene da un’area in cui il diabete ha maggiore diffusione come i Caraibi o l’Asia Meridionale.

In alcuni casi inoltre la curva glicemica va ripetuta anche poco prima del parto.

Come si leggono i risultati

I parametri utilizzati, in caso di gravidanza, sono diversi. Nel caso in cui i valori siano inferiori a 92 mg/dl (nel primo prelievo a digiuno) o a 180 mg/dl (quanto al secondo prelievo dopo un’ora) o a 153 mg/dl (nel terzo e ultimo prelievo) la situazione si considera normale e, quindi, non c’è diabete gestazionale.

Se uno di questi tre valori risulta superiore a questa soglia, il tuo medico allora diagnosticherà una condizione di salute patologica, il diabete gestazionale.
La patologia richiede particolare attenzione verso di te che sarai neo-mamma e verso il nascituro, soprattutto se partorirai con cesareo.

Ti devi preoccupare per questo esame?

Se il tuo medico curante ti prescrive la curva glicemica, a fronte di alcuni fattori di rischio o di valori anomali di glicemia nel corso del primo trimestre, non devi assolutamente preoccupare.
Oggi si tratta di uno screening abbastanza diffuso e comune che non comporta alcun effetto collaterale. Si tratta, infatti, di un semplice prelievo. L’unica cosa che potrebbe dare fastidio è la soluzione glucosata, che talvolta potrebbe dare nausea.
In ogni caso, devi pensare che è un esame semplice e di routine per aiutarti a scoprire in anticipo una condizione possibilmente pericoloso per te e tuo figlio.

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