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Primi documenti del neonato: cosa fare quando nasce un bimbo

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Ci siamo: il bimbo è nato e adesso che lo stringiamo finalmente tra le nostre braccia, l’emozione iniziale lascia per un attimo spazio ad altre sensazioni, tra cui normalissime ansie e paure che riguardano per lo più lo stato di salute del bambino: è normale avere delle preoccupazioni quando si ha un bimbo, ed è giusto che queste preoccupazioni ci prendano buona parte del tempo, ma è anche molto importante cercare di godersi i primi giorni di vita del bambino e le prime settimane insieme, cercando di tenere per quanto possibile lontana l’ansia da tutto ciò che concerne la nuova vita familiare.

In questi momenti è normale desiderare un po’ di tempo insieme, ma è bene anche sapere che vi sono alcune incombenze burocratiche, che riguardano ad esempio i primi documenti del neonato, e che a questo proposito andrebbero sbrigate il prima possibile anche per lasciare il giusto spazio alla felicità della nuova vita a tre.

Ma quali sono i primi documenti del neonato obbligatori? Cosa bisogna fare quando nasce un bambino? Ci sono delle documentazioni che hanno delle scadenze per le quali è impellente recarsi in ufficio per sbrigare queste operazioni? Scopriamo di più insieme!

Codice fiscale del neonato: cos’è e come farlo

La prima cosa da fare, quando nasce un bimbo, rimane sempre la stessa: l’iscrizione all’anagrafe. È proprio da questo inserimento del nome del bambino all’interno dei registri dell’ufficio anagrafico che ha inizio tutto: una volta che avremo ottenuto questo certificato di iscrizione anagrafica, potremo procedere con tutto il resto della documentazione che include, in genere, anche il codice fiscale del neonato.

Ma come si ottiene questo documento che lo accompagnerà per tutta la sua vita?

Questo documento si presenta in sedici caratteri alfanumerici che identificheranno il nostro bambino per tutta la vita: viene in genere attribuito dal comune quando avviene l’iscrizione nei registri anagrafici, ed in genere non è necessario fare qualcosa in particolare per averlo, perché di questo si occupa lo stesso comune, che fa arrivare direttamente a casa il codice fiscale in seguito all’iscrizione all’anagrafe.

Vi sono però alcune situazioni in cui è richiesto che almeno uno dei genitori vada direttamente all’Agenzia delle Entrate e richieda l’invio del codice fiscale per mezzo di un modulo: per sapere qual è il caso nostro, è consigliato chiedere direttamente all’ufficio anagrafico quando si effettua l’iscrizione del neonato.

La carta d’identità del neonato: serve anche questa? Ecco quando è necessaria

A differenza del codice fiscale, che è un documento obbligatorio sin dalla nascita, la carta d’identità del neonato non è obbligatoria, a meno che il bimbo non debba viaggiare al di fuori dei confini nazionali.

Pertanto, in linea di massima ci sono sufficienti il codice fiscale e la tessera sanitaria, ma in qualche caso può essere necessario ottenere anche la carta d’identità. Per ottenere questo documento, ci si deve recare all’ufficio competente del proprio comune di residenza, portando con sé tre fototessere del piccolo.

Quanto dura questo documento?

Nel caso del neonato, la durata della carta di identità è triennale.

Richiesta del codice fiscale del neonato: va fatta subito?

Se in merito alla carta di identità del neonato è necessario che essa venga richiesta solo in alcuni casi (nello specifico, quando il piccolo deve viaggiare al di fuori del confine nazionale), per la richiesta del codice fiscale del neonato le cose sono un po’ differenti.

Come abbiamo visto, questo è un documento obbligatorio, e non è detto che tutti i comuni si occupino dell’invio a casa in automatico. Talvolta, infatti, è necessario che sia il genitore a recarsi in ufficio per richiedere ed ottenere l’invio di questa documentazione: quindi, il consiglio è, nel momento in cui si va all’anagrafe per l’iscrizione del bimbo, di chiedere cosa bisogna fare per ottenere il codice fiscale al fine anche di ridurre al minimo la problematica di omocodia che potrebbe uscire fuori nel caso in cui il codice fiscale non si richieda subito.

Tessera sanitaria del neonato: cos’è e come si ottiene

In merito alla tessera sanitaria del neonato, va detto prima di tutto che essa è, insieme al codice fiscale ed al certificato anagrafico, un documento necessario e quindi obbligatorio da avere in seguito alla nascita del bimbo. Per questo motivo, anche in questo caso sarebbe bene informarsi per tempo in maniera da sapere quali siano le richieste specifiche dell’ufficio competente.

Ricordiamo, comunque, a titolo informativo, che la regola è la stessa che si segue per l’adulto: infatti, la tessera sanitaria e il codice fiscale sono due documenti in uno, nel senso che essi coincidono. Grazie alla tessera sanitaria, si può ricevere l’assistenza gratuita su tutto il territorio nazionale.

I documenti del neonato: per il viaggio e non solo

I documenti del neonato, quindi, devono essere obbligatoriamente:

  • Il codice fiscale e la tessera sanitaria, che chiaramente coincidono: il primo è un codice alfanumerico che attribuisce identità alla persona e lo accompagna per tutto il resto della vita, mentre la seconda permette di ottenere l’assistenza sanitaria gratuita in quanto coperta dal Servizio Sanitario Nazionale;
  • Il certificato anagrafico, che è il primo documento che viene fatto quando ci si reca in comune per l’iscrizione anagrafica del neonato.

Cosa serve, invece, se il bimbo deve viaggiare?

Per quel che riguarda i viaggi nazionali, sono sufficienti i documenti di cui abbiamo ampiamente parlato. In altri casi, e cioè per i voli ed i viaggi internazionali, è necessario che il neonato abbia con sé una carta identificativa della sua persona, che è appunto la carta d’identità, non obbligatoria per tutti gli altri casi.

Ricordiamo inoltre, a titolo informativo, che in genere le compagnie aeree non fanno viaggiare il neonato se non prima del compimento degli 8 giorni di vita: è bene pertanto informarsi con adeguato anticipo ed eventualmente parlare con il proprio pediatra di riferimento in maniera da avere le idee più chiare e sapere esattamente come muoversi in tal senso.

È consigliato informarsi in anticipo su tutte queste documentazioni e sulle varie regole del proprio comune di residenza, in maniera da avere già tutto pronto quando sarà il momento e potersi quindi finalmente godere la tanto desiderata vita a tre.

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